Gli allocchi Aldo Giovanni e Giacomo

La vita intreccia storie davvero imprevedibili come quella di un quindicenne di nome Matteo, mio figlio, che incontra un piccolo allocco caduto dal proprio nido. Quante volte Matteo ha visto sul web le foto di un rapace, ma poterlo guardare senza il filtro di uno schermo, toccarlo, sentirlo, è un’altra cosa, è vita. Il suo racconto lo testimonia ed i secolari del castagneto di Pianaura lo potrebbero confermare.

Eravamo in due, io e mio padre, per andare a lavorare due giorni nel nostro castagneto a Pianaura. Siamo arrivati Venerdì 31 Marzo verso le 10.00 di mattina. Iniziamo a spaccare e a mettere in cataste la legna della potatura, e così passa la mattinata. Verso le 14.00 ci viene un languorino, quindi prendiamo da mangiare, due sdraio e ci riposiamo sotto gli alberi. Dopo aver mangiato tre uova all’occhio di bue, mio papà si appresta a portare in casa i piatti e le posate sporche, quando passando di fianco a un castagno secolare vede un batuffolo bianco… mi guarda e urla :” Vieni qui che c’è piccolo rapace!”. Io lo guardo stupito e mi precipito. Effettivamente, ai piedi dell’albero c’era un piccolo rapace. Non sapevamo che fare.

Era minuscolo e sembrava sofferente. Io ero super agitato, e continuavo a dire a mio papà di chiamare questa e quest’altra persona… col senno di poi ero un po’ troppo agitato… forse. Per fortuna mio padre conosce le persone giuste, e grazie a un suo aggancio riusciamo a scoprire che si tratta di un piccolo di allocco (una specie di gufo, per chi non lo sapesse). Sempre questo contatto ci dice che ci doveva essere un nido li vicino, dal quale il piccolo era caduto. Controlliamo sull’albero, ed effettivamente c’era un buco, dentro al quale era appollaiato un altro piccolo allocco. Allora, su consiglio dell’amico di mio papà, lo rimettiamo nel nido, aspettando di vedere come si sarebbe evoluta la situazione (ovviamente dopo aver scattato qualcosa come 200 foto). Da quel momento non ho fatto che pensare a quei due uccelli, Morgan e Jack (da Morgan Freeman e Jack Nicolson… attori fenomenali).  La sera andiamo a cena, guardiamo un film, The Martian (FENOMENALE), e andiamo a dormire. La mattina successiva, mi sveglio con una brutta sorpresa: quel pirla di Morgan era caduto di nuovo dal nido. Ero su di giri, ancora di più del giorno prima, tanto che non ho praticamente fatto colazione (cosa rarissima per me). Ero tanto agitato perché a differenza del giorno prima, c’era un pezzo di carne insanguinata di fianco al corpicino, che somigliava tanto a una zampetta. Mio padre, per fortuna conosceva anche altre persone abili nel settore ambiente ad Arco. E dopo una decina di chiamate siamo riusciti a capire cosa fare. Dovevamo rimetterlo nel nido.

Riprendiamo la scala e saliamo di nuovo, con l’allocco in un sacchetto, era impaurito e chiamava aiuto… se l’era letteralmente fatta sotto (sui guanti di mio padre). Continuo a tagliare la legna con l’accetta per scaricarmi, e verso l’una arriva un ragazzo della Guardia Forestale, sui 25 anni, che era curiosissimo di vedere la coppia. Sale con la scala fino al nido, controlla tutti e due gli uccelli, e ci annuncia che ce n’è anche un terzo (avevo appena trovato dei nomi decenti per due…). Ci sorride raggiante e dice che stavano tutti benone, senza una sola lesione, e che il pezzo di carne che avevamo trovato la mattina era solo il resto del pranzo del piccolo. Fa’ un sacco di foto, pulisce il nido e lo sistema un pochino. Dopo aver saputo che stavano bene, mi sono subito messo a pensare a un nome da dare al trio… mi sono detto: quale trio è migliore di Aldo Giovanni e Giacomo?

Beh, questo è stato lo scherzo di primo Aprile che madre natura ha voluto farmi. Meno male, se no non avrei mai vissuto questa esperienza fantastica.  (Matteo Micocci)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *